# Omega-3 e infiammazioni silenti: cosa dice davvero la ricerca

> Gli acidi grassi omega-3 sono considerati tra gli integratori meglio studiati. Cosa c'è davvero dietro - e cosa c'entrano EPA e DHA con le infiammazioni silenti?

Il ruolo degli acidi grassi omega-3 nella modulazione dei processi infiammatori è un tema spesso discusso. Nonostante la ricerca approfondita, esistono spesso incertezze riguardo al loro esatto meccanismo d'azione, all'apporto ottimale e alle caratteristiche di qualità rilevanti. Ci si chiede come gli acidi grassi omega-3 possano effettivamente contribuire alla salute, in particolare nel contesto delle infiammazioni silenti.

## Gli acidi grassi omega-3 e la loro rilevanza

Omega-3 è un termine generico per **acidi grassi polinsaturi**, caratterizzati da un doppio legame in terza posizione di carbonio. Per il corpo umano sono rilevanti principalmente tre forme: **acido alfa-linolenico (ALA)**, **acido eicosapentaenoico (EPA)** e **acido docosaesaenoico (DHA)**. L'ALA è di origine vegetale ed essenziale, ma può essere convertito solo in misura limitata in EPA e DHA (5-15 % per l'EPA, sotto lo 0,5 % per il DHA). EPA e DHA provengono principalmente dal pesce di mare grasso e dalle alghe marine. L'EPA è biologicamente attivo e agisce in modo **antinfiammatorio**, mentre il DHA è un importante componente strutturale delle cellule cerebrali e della retina. Un apporto sufficiente di EPA e DHA è decisivo per la funzione cardiaca, oltre che per la funzione cerebrale e la vista.

## Infiammazioni silenti ed effetto degli omega-3

A differenza delle infiammazioni acute, che si manifestano con arrossamento e gonfiore, le **infiammazioni silenti e croniche** decorrono spesso senza sintomi e sono misurabili solo tramite biomarcatori specifici come la PCR ad alta sensibilità. EPA e DHA sono precursori di **mediatori lipidici specializzati pro-risoluzione** come resolvine, protectine e maresine. Queste molecole svolgono un ruolo attivo nella **risoluzione delle reazioni infiammatorie**, favorendo la conclusione ordinata del processo infiammatorio invece di limitarsi a smorzarlo. Questo sottolinea l'importanza degli acidi grassi omega-3 per la regolazione del sistema immunitario e la prevenzione delle malattie croniche.

## Il rapporto omega-6/omega-3

La moderna alimentazione occidentale è spesso caratterizzata da un **rapporto sfavorevole tra acidi grassi omega-6 e omega-3**. Gli acidi grassi omega-6, in particolare l'acido linoleico dell'olio di girasole o di mais, servono da precursori per eicosanoidi tendenzialmente proinfiammatori. Mentre un rapporto ideale si situa tra 3:1 e 5:1, in Svizzera e Germania è spesso di 10:1 fino a 20:1. Ottimizzare questo rapporto richiede non solo un apporto aumentato di omega-3, ma anche una **riduzione degli oli vegetali ricchi di omega-6**. Oli come l'olio d'oliva o l'olio di cocco presentano un profilo di acidi grassi più vantaggioso.

Le persone che consumano poco pesce, i vegani, le persone anziane, gli atleti di resistenza così come le donne in gravidanza e in allattamento beneficiano particolarmente di un apporto mirato di omega-3. Per un apporto di base si raccomandano 250-500 mg di EPA+DHA al giorno, mentre per una modulazione attiva dell'infiammazione o per la protezione cardiaca possono essere prese in considerazione dosi più elevate di 1.000-3.000 mg al giorno.

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## Domande frequenti

**A cosa dovrei fare attenzione nell'acquisto di prodotti omega-3?**
Fai attenzione al **contenuto di EPA+DHA per capsula**, a un valore TOTOX basso (sotto 26) come indicatore di bassa ossidazione, alla **forma trigliceridica** per una migliore biodisponibilità e ai certificati sui metalli pesanti e sulla pesca sostenibile.

**Che ruolo gioca il rapporto omega-6/omega-3?**
Un rapporto equilibrato è decisivo, perché gli acidi grassi omega-6 hanno spesso un effetto proinfiammatorio. Il rapporto ideale si situa tra 3:1 e 5:1. Sono importanti una riduzione degli oli ricchi di omega-6 e un aumento dell'apporto di omega-3.

**Quanto dovrebbe essere alta la dose giornaliera di omega-3?**
Per la prevenzione si raccomandano 250-500 mg di EPA+DHA al giorno. Per esigenze specifiche come la modulazione dell'infiammazione o la protezione cardiaca possono avere senso dosi di 1.000-3.000 mg al giorno, sulla base di studi clinici.

## Fonti

EFSA NDA Panel (2010), Scientific Opinion on DHA and EPA.
Calder PC (2020), Nutrients - Eicosapentaenoic and docosahexaenoic acid-derived specialised pro-resolving mediators.
Simopoulos AP (2002), Biomed Pharmacother - The importance of the ratio of omega-6/omega-3 essential fatty acids.

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